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Ti addormenti sul divano e poi non dormi a letto? Ecco perché!

C’è una spiegazione scientifica e ha a che fare con quella che viene definita “pressione del sonno”.

Ti addormenti sul divano e poi non dormi a letto? Ecco perché!

credits: Getty Images

15 Ottobre 2024

Redazione 105

A tutti è capitato almeno una volta nella vita di addormentarsi dolcemente sul divano, magari guardando un film dopo una lunga giornata di lavoro. Allo stesso modo tutti hanno sperimentato la spiacevole sensazione, arrivato il momento di spostarsi in camera da letto, di non riuscire più a prendere sonno. Perché accade?

La spiegazione più semplice è legata al fatto che quel tempo trascorso sul divano, che può essere più o meno lungo, dai 40 minuti fino anche due ore, spegne il nostro bisogno di sonno”, afferma al Corriere Francesco Fanfulla, direttore del Centro del sonno degli Istituti clinici scientifici Maugeri di Pavia e Montescano. 

All’aumentare delle ore di veglia, spiega l’esperto, aumenta la “pressione del sonno”, una sorta di molla che si allenta quando riposiamo e si carica stando svegli: “La sera, sul divano, davanti alla tv la molla sarà molto carica dopo una lunga giornata in attività: ma dormendo 1-2 ore sul divano scaricheremo questa molla e il nostro organismo avrà meno bisogno di sonno; a questo punto potrebbe volerci più tempo per addormentarsi nel letto”.

Il fatto che (apparentemente) ci si addormenti più facilmente sul divano non ha a che fare con il “luogo” in sé, ma dipende dallo stato di rilassamento che si vive non appena ci si allontana dalle incombenze quotidiane, quando “restano lontani i pensieri intrusivi, gli obblighi familiari sono conclusi, il giorno successivo è già programmato”. Il divano, sottolinea Fanfulla, “è solo un'occasione: potrebbe succedere anche a letto se il momento di massimo relax arrivasse lì”. 

L’esperto sostiene che sarebbe auspicabile evitare di cedere al sonno mentre si è sul divano, ma se proprio non si riesce a rinunciare alla sessione serale poltrona-film, il suggerimento è di svolgere tutta la routine di preparazione alla notte prima di accomodarsi. Questo “trucco” permette di ridurre il sovraccarico di stimoli che potrebbe in seguito rendere ancora più complicato l’addormentamento. “La preparazione notturna a volte diventa un vero lavoro perché si perde tempo, si fa tutto con le luci accese, ci si risveglia lavandosi il viso… Poi magari ci scappa un giochino con il cellulare o uno sguardo ai social […]. Allora sì che, dopo tanti stimoli, riaddormentarsi può diventare un’impresa”, conclude lo specialista.

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